Mar 18

La Fabbrica di Cioccolato – Muscial – Teatro Lumen – 23&24 Aprile 2016 – Bruxelles

Locandina

Mar 01

Mari D intervista l’astronauta Maurizio Cheli

Mari D intervista l’astronauta Maurizio Cheli il quale ci ha raccontato della sua passione per il volo, e della sua avventura nello spazio poiché è uno dei 7 italiani ad aver partecipato ad una missione nello spazio.

Maurizio sarà a Bruxelles il prossimo 3 marzo alle ore 18h00 presso la Monte dei Paschi di Bruxelles (la sede in Avenue d’Auderghem) dove presenterà anche il suo romanzo, Tutto in un istante!

Buon ascolto!

Feb 28

La notte degli Oscar spegne 88 candeline: chi la spunterà?

La notte degli Oscar spegne 88 candeline: chi la spunterà?

Una breve panoramica dei film in gara che hanno commosso e ammaliato milioni di spettatori in tutto il mondo

La notte di San Lorenzo dell’industria del cinema è alle porte e, come sempre, l’attesa riempie queste ultime ore, ebbra di aggiudicare le ambite statuette ai film e agli attori che hanno caratterizzato la scorsa stagione cinematografica.

Chi scrive, anche questa volta, vi darà semplicemente la propria opinione, conscia che non soddisferà tutti.

Un’ultima considerazione, prima di passare a setaccio atmosfere e sensazioni è, tuttavia, necessaria: l’edizione degli Oscar di quest’anno è caratterizzata da un’altissima qualità, sia rispetto alla varietà dei temi trattati sia in merito alle tematiche scelte, le quali sono senza dubbio di grande attualità.

Culturalmente e politicamente, infatti, il 2016 si annuncia come un anno foriero d’importanti cambiamenti di cui l’industria cinematografica sembra essere ben consapevole. Credo pertanto che, qualunque sia il risultato finale, chiunque dovesse aggiudicarsi gli oscar finirà inevitabilmente col lasciare l’amaro in bocca a tanti…  ma, d’altronde, il bello del cinema è proprio questo: distrarre, creare atmosfere nuove,  nelle quali ognuno potrà riconoscersi oppure no.

Il tempo delle chiacchiere si è esaurito, dunque, passiamo ai veri protagonisti di questa edizione.

Mi pronuncerò solo sui premi più ambiti ed attesi:

Miglior fotografia: The Revenant, in alternativa Spotlight o the Big short. E’ difficile esprimersi perché da questo punto di vista tutti e tre I film meritano. Senza soffermarsi sui premi già attributi da altre manifestazioni, vedasi i recenti risultati del BAFTA a Londra, il meccanismo di voto, è chiaro: la giuria prediligerà un film che piace ai più. Ma forse ci sorprenderanno?

Miglior regista: Alejandro González Iñárritu, The Revenant. Impossibile, non elogiare il regista messicano che, insaziabile del premio conquistato lo scorso anno con Birdman, si ritrova, non solo in gara, ma anche in pole position. La tradizione vuole che al vincitore della miglior fotografia, venga riconosciuto anche il premio di miglior regista. Tuttavia, mi piacerebbe che a vincere quest’anno fosse il poliedrico George Miller, il quale con Mad Max: Fury Road si conferma esser, non solo un vero e proprio visionario, ma un palmo più almo di Iñárritu. Ciononostante, la corsa ad ostacoli è irta e, chissà che, invece, a vincere la statuetta più ambita non sia nuovamente il regista messicano.

Miglior attore maschile: Leonardo Di Caprio, attore protagonista in The Revenant, che potrebbe quindi realizzare un sogno, inseguito per 20anni e portare a casa il primo Oscar della sua carriera cinematografica. I concorrenti da Micheal Fassbender, nelle vesti di Steve Jobs, Matt Damon,nella parte di The Martian, o lo stesso Eddie Redmayne, in The Danish Girl, appaiono troppo lontani dal traguardo, se comparati alla fantastica performance di Di Caprio che pure non è tra i miei attori preferiti. Degna di nota è, però, l’interpretazioneassolutamente brillante di Bryan Cranston  in L’ultima parola, la vera storia di Dalton Trumbo, nel quale si racconta delle vicissitudini dello sceneggiatore omonimo nell’epoca post-seconda guerra mondiale.

Miglior attrice femminile: deluderò forse  ii nostri ascoltatori, esprimendo la mia preferenza, senza remora alcuna per Cate Blanchett nelle vesti di Carol. L’attrice australiana, già tra le più premiate dei nostri tempi, corre il rischio, dopo aver già vinto due Oscar, di indossare le vesti di un’elegante signora degli anni 50 alle prese con un divorzio difficile e un amore tanto inverosimile quanto improbabile. Nulla di nuovo dunque, se non fosse che la Blanchett recita la parte alla perfezione, immergendosi completamente nel ruolo e sorprendendo i suoi fans, in una parte assolutamente nuova al suo stile e al suo genere. La sua ecletticità unitamente al suo coraggio, la consacrano, senza indugio tra le stelle del cinema contemporaneo. Eppure, ciò nonostante non credo che porterà a casa l’ambita terza statuetta perché, Brie Larson, reduce anche dal successo ai BAFTA di Londra, sembra avere la meglio sull’attrice australiana.The room, un film sulla libertà e sull’emancipazione, ha dalla sua tanti assi nella manica: è sicuramente un film audace, ben scritto e ben recitato, e la Larson, coronerebbe finalmente il sogno di riportare l’ambita statuetta e suggellare una carriera già ricca di tanti apprezzamenti e riconoscimenti. Se mai la giuria dovesse esprimersi in tal senso, lo farebbe perché le sue avversarie tanto la Blanchett quanto la Lawrence (attrice protagonista in Joy) hanno già vinto l’Oscar mentre per la Larson sarebbe davvero il coronamento di un sogno oltre che raggiungere l’apice della sua carriera. Personalmente, non ne condividerei assolutamente la scelta, ma da un punto di vista cinematografico, potrei farmene una ragione.A questo punto però meritano un commento sia Saoirse Ronan, innocente quanto scaltra protagonista  in Brooklyn, film romantico ma farcito di ideali intramontabili quali l’amore e la libertà , sia Charlotte Rampling, in 45 Years, che pure ho avuto il piacere di incontrare qualche anno fa a Bruxelles.  Mentre per la prima la strada è ancora lunga e promettente, per la seconda sarebbe davvero il coronamento di una lunga e più che dignitosa carriera, e siamo felici di vederla tra le nominate in una delle più ardue e mozzafiato competizioni degli ultimi anni.  Che sia lei a spuntarla?

Miglior attore non protagonista: scelta non facile tra Mark Rylance, nel Ponte delle Spie e Sylvester Stallone in Creed. Il primo ha tutta la mia simpatia, assolutamente naif ma perfetto nel ruolo di una sospetta spia durante la guerra fredda negli Stati Uniti. Il secondo invece emerge per la sua storia artistica e personale, quella che lo rende peculiare ed unico nel tempo e per la quale, 40 anni dopo potrebbe regalargli davvero la gioia dell’ambita statuina. Se Hollywood avesse un cuore questo sarebbe il giusto riconoscimento ad uno degli attori più coerenti e longevi del’industria cinematografica americana.

Migliore attrice non protagonista: Alicia Vikander, The Danish girl. Credo che la stampa specializzata ed il pubblico concorderanno con me sul fatto che si tratta  dell’attrice che più di tutte ha saputo conquistare il pubblico globale. La sua performance è oltremodo superba, a tratti surreale. Quest’edizione degli Oscar le regalerà sicuramente lo spazio che merita, giacché eccelle in presenza e in bravura. Ma, una parola va detta anche su Mara Rooney la quale si è trovata a recitare al fianco di Kate Blanchett in Carol. A tratti, pare assorbirne l’alone di bravura e bellezza ma la sua parte, tuttavia, non può passare inosservata. Per quanti conoscono anche il romanzo, The price of salt, le differenze tra il romanzo ed il film sono molteplici, eppure la Rooney interpreta il suo ruolo con competenza e disinvoltura, sicuramente ha le carte in regola per puntare all’oscar nelle prossime edizioni.

Non posso non spendere una parola sul miglior film straniero.  Come non ricordare la struggente perfomance delle 5 giovani, luminose protagoniste di Mustang, il film turco-francese, che pure avevo eletto al miglior film che avessi visto nel secondo semestre del 2015. Devo però dire che, a mio parere, The son of Saul prevale, non solo per la forza della storia che narra ma anche della memoria che è in grado di rievocare, in quanto, l’emotività ad essa correlata fa sicuramente la differenza. Su tutto emerge un dato incoraggiante circa i film europei in lista i quali sono di certo di alta qualità e meritano, per le  tematiche trattate, senza alcun dubbio riflettori più ampi possibili che travalichino i confini europei (Ricordiamo anche  L’abbraccio del serpente, Theeband A war tra i nominati di quest’anno).

Infine, vorrei ricordare due ulteriori categorie ovvero il miglior film d’animazione che attribuirei indiscutibilmente a Inside-Out,  geniale ed intelligente, e la miglior colonna sonora per  The hateful eight,  all’intramontabile Ennio Morricone.

Questa sera a Los Angeles la notte degli Oscar illuminerà il firmamento cinematografico, alcune stelle brilleranno più di altre, raggianti per aver ottenuto l’ambita statuina. A noi non resta che augurare buona fortuna a tutti i partecipanti, e nella migliore delle tradizioni, auspicare che vinca il migliore…

Mari Di per Brussellando, Radio Alma

Feb 27

Mari Di incontra Giulia Poto

Per la prima volta a Brussellando, si racconta delle origini delle Istituzioni Europee attraverso l’esperienza lavorativa raccontataci da Giulia Poto, funzionaria europea ormai in pensione, tra le prime donne italiane a lavorare per la Commissione Europea agli inizi degli anni 60 del secolo scorso. Un’intervista emozionante e ricchissima di spunti di riflessioni sulle difficoltà riscontrate per la realizzazione dell’integrazione europea . Buon ascolto!

Feb 26

Mari Di dialoga con Luca Bergia (Marlene Kuntz)

Marlene-Kuntz

In occasione del concerto al VK il prossimo 27 febbraio, Luca Bergia, batterista dei Marlene Kuntz ci racconta delle origini della band e presenta brevemente i tratti salienti dell’ultimo album, Lunga attesa. [Buon ascolto]

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